Location: Archivio di Stato, Arezzo
Sub-Location: Conventi soppressi, 20, convento di Sant’Orsola d’Arezzo, 18, Carte della Compagnia della Nunziata, c. 44r
Type:Institutional account book
Language:Italian
Transcription Author: Eugenio Battisti
Published: yes
Publication Details: Published by G. Milanesi, Sulla storia dell'arte toscana. Scritti varj, Siena, 1873, pp. 299-301, and by E. Battisti, Piero della Francesca, nuova edizione riveduta e aggiornata con il coordinamento scientifico di M. Dalai Emiliani, Milan, 1992, pp. 615-616, doc. XCVI
Notes: Transcription by E. Battisti revised by M. Mazzalupi.

The Confraternity of the Annunciation commisions a banner from Piero della Francesca, Arezzo.

Artist(s): Piero della Francesca
Dates: 20.12.1466
Al nome di Dio amen. Adì 20 dicembre 1466. Sia noto et manifesto a qualunche persona vedarà o udirà legiere questa presente inschrita chome questo dì detto di sopra, noi Chochi di messer Albizo Alberghoti, Baldasare di Donato del Tozo fornaio, Beneditto di Giovanni d’Antonio de la Vale e Lazaro di Nucio Marsupini, per autorità aùta et choncieduta a noi, asente Giovanni del maestro Bartolomeo, da la nostra Chompagnia de la Nonziata, e di questo n’apare per mano di ser Stefano di Nana di Gieri notaio, che noi potesimo aloghare e fare fare di nuovo uno ghonfalone di nuovo, che in detto ghonfalone sia la Nostra Dona Anonziata chon l’Angelo da uno lato e da l’altro lato di detto ghonfalone, e che potesimo espendere quanto a noi parà e piaciarà di danari di detta Chompagnia e farlo fare quanto più belo che sapiamo e potiamo, e veduta la detta chomesione a noi data e choncieduta, e aviamo disaminato fra noi e ancho chon più e più homini di la nostra Chonpagnia et pratichato a Firenze e qui per avere uno buono e suficiente maestro, e rimasti d’achordo in fra noi, aloghiamo el sopra detto ghonfalone a maestro Pietro di Benedetto dal Borgho Santo Sepolcho, maestro di depingniere, el quale à dipinto la chapela magiore di San Francesco d’Arezo, chon questi pati e chondizione: ch’el sopra detto maestro Pietro devi fare e depingnere nel detto ghonfalone e che ‘l detto ghonfalone debia essere d’alteza bracia tre e mezzo e largho bracia due e mezo e che l’alteza dentro da’ fresgi sia bracia tre e un quarto, la largheza sia dentro bracia due e due quinti, e fresgio sia uno quinto, che ritorni in quela alteza et largheza che è ‘l nostro ghonfalone vechio, e che in detto ghonfalone sia dentro dipinta la Nostra Dona Anonziata chon l’Angielo da uno lato e da l’altro lato, e che tuto l’azuro sia oltremarino fine e meso per tuto in du’ bisogniarà a deto ghonfalone, e ‘l mantelo de la Nostra Dona Anonziata e l’arie e fresgi chome achadarà, e tuti gli altri cholori sieno fini, e ‘l fresgio d’intorno sia una festa quanto più gentile e bela si può fare e chome a detto maestro Pietro parà che sia più suficiente e bela, e sia chon oro fino e azuro detto oltramarino, e che sia belo e bene lavorato e le teste de la Nostra Dona e di l’Angielo siino gientili e beli a visi angielichi, e perché se dicie di sopra che si al maestro Pietro non parese ch’e' fresgi di torno non fusero chosì larghi d’uno quinto, che lui gli posa ristremare, perché la figura de la Nostra Dona venise d’alteza di braccia due, perché fuse più aparente, e perché ristremando e' detti fregi che ci à avere meno azuro, che lui dovese fare la fodera del mantello di l’Angielo e la chota di detto azuro fino. E che el sopra detto ghonfalone sia, chome detto ò di sopra, chon tuti e' cholori e oro fino, tuti fini e l’azuro oltramarino, e lavorato a oglio, e che sia in tuto e per tuto bene lavorato a uso di buoni maestri, chome è ‘l dovere. E per questo el sopra detto maestro Pietro debi avere da la sopra detta Compagnia per sua fadigha e merciè per lo detto ghonfalone a tute ispese, esgieto che ‘l pano lino in du’ s'à a fare, che gli doviamo dare di nostro fiorini trentadue d’oro larghi in questo paghamento: che al presente noi gli doviamo dare fiorini dieci d’oro larghi, e la metà di quelo resta avere, che son la metà, fiorini undici d’oro larghi, gli doviamo dare per tuto aghosto prosimo che diè venire 1467, et il resto, che sono fiorini undici d’oro larghi, fornito che lui avarà el detto ghonfalone. E di questo el sopra detto maestro Pietro cie promise e chosì dise di darcielo fornito per di qui a uno anno prosimo che diè venire, inchominciando a dì detto di sopra e finendo chome seguita. E per le dette chose e pati oservare e per chiareza di ciò, e' sopra detti Chochi, Baldasare e Beneditto e Lazaro prometino, e chosì s’obrighano loro e tuti e' beni presenti e futuri di detta Compagnia, che si oservarà al sopra ditto maestro Pietro, e versa vice el sopra ditto maestro Pietro di Benedetto promete a’ sopra detti Chochi, Baldasare, Beneditto e Lazaro e a ciascheduno di loro per tuti e per ditta Compagnia chosì oservare e fare quanto di sopra s’è ditto, prometono ciascheduno l’uno a l’altro per solene instipulazione tute le predette cose fare e stare e atendere e oservare a le sopradette chose e pati, a la pena e sotto la pena di fiorini ventecinque d’oro per ciascuno che contra a le predette chose o alchuna d'esse e non ubservasse le predette, venise a rompere e’ sopra detti patti e chondizioni d’essi, e che detti fiorini 25 d’oro s’intenda esere e venire di quelo o a quelo che rimarà esere chontento a detti pati e chondizioni. Per le predette chose fare e oservare e ditta pena paghare, obrighono ciascuno di loro sé e suoi beni e heredi e rinunziano ciaschuno a ogni aiuto e beneficio che per loro si faciese ne le predette chose o alcuna d’esse. E per chiareza de le sopra dette chose e a pregho de le sopra dette parti e di voluntà di miei magiuri chompagni sopra detti, e chon questi pati, che se in chaso fuse o achadese per morte o infermità, che in quelo tenpo fuse notificato a le parti, io Lazero di Nuncio Marsupini citadino d’Arezzo e a pregho di miei magiuri chompagni di sopra detti e a prego del ditto maestro Pietro di Benedetto ò fata questa presente inschrita di loro voluntà e d’achordo insiemi, presente gli infraschritti parti e quegli si soschrivarano qui di sotto di loro propria mano, anno e mese e dì ditti di sopra. Fata detta ischrita in nel fondicho di Francesco di Francesco di Tuciarelo e compagni ritagliatori. Io Pietro di Benedecto dal Borgo Santo Sepolcro dipintore so’ contento e così promecto di fare quanto di sopra se contene, e per questo oservare me so’ soscricto qui di mia propria mano, anno, mesi e dì decto di sopra. Io Chocchi di messer Albizo Alberghotti sono contento alla sopra ditta alloghagione e obrighomi chome di sopra si contiene, e a fede e chiarezza di ciò mi sono soscritto di mia propria mano, anno e mese e dì sopra ditto. Io Baldasare di Donato del Tozzo sopraditto so’ contento e chosì prometto quanto de sopra se contene, e però me so’ scritto qui de mia propria mano, anno e mese e [dì] detto de sopra. Io Benedetto di Giovanni d’Antonio da la Valle lanaiuolo so’ chontento ala sopra detta alogasgione e hobrigomi chome di sopra si chontiene, e a fede e chiarezza di ciò mi so’ soscritto qui di mia propria mano, anno e mese e dì detto di sopra.